La pelle ricorda quello che il cuore dimentica

Ci sono canzoni che nascono in dieci minuti. E ci sono canzoni che aspettano anni. Questa è una di quelle.

L’idea mi è arrivata in un modo del tutto casuale. Stavo facendo la doccia quando lo sguardo si è fermato sui miei tatuaggi. Tre tatuaggi. Tre simboli. Tre pezzi della mia vita. E, improvvisamente, li ho visti insieme.

Non erano più tre storie diverse. Erano diventati una sola canzone.

Il primo è una rosa blu dalla quale nasce una fenice. Quando lo feci rappresentava una rinascita. Arrivavo da un matrimonio finito, pensavo che la vita mi avesse tolto tutto. Ma poi, qualcuno riuscì a ricordarmi che dalle ceneri si può davvero ripartire. La rosa blu aveva un significato tutto suo. La fenice anche.

All’epoca guardavo quel tatuaggio pensando al presente, mentre oggi ci leggo soprattutto la rinascita che mi ha lasciato.

Il secondo è un cuore, o almeno, sembra un cuore. In realtà è formato da due iniziali intrecciate tra loro. A guardarlo bene, però, ti accorgi che tra loro non si toccano mai. Sono vicinissime, ma non si incontrano. È un cuore spezzato ancora prima di rompersi.

Come certe storie che sembrano destinate a esistere… ma non a durare.

Il terzo è un bocciolo, una rosa che non si è mai aperta. Sotto una frase, “Never brought to bloom”, mai sbocciato.

Quando l’ho tatuato sapevo già che quella storia non avrebbe potuto diventare altro. Eppure valeva la pena viverla. Ho voluto viverla. Perché anche ciò che non sboccia…può lasciare un profumo.

Riguardando quei tatuaggi, mi sono accorto di una cosa curiosa. Quando li hai fatti raccontavano il tuo presente. Oggi sembrano raccontare il tuo passato, quasi come se avessero sempre saputo come sarebbe andata a finire.

Non rimpiango nessuna di quelle storie, perché ognuna di loro mi ha lasciato qualcosa. Mi hanno cambiato, mi hanno insegnato, mi hanno fatto diventare l’uomo che sono oggi.

Per questo non vedo quei tatuaggi come ricordi di persone. Li vedo come capitoli della mia vita.

È così che è nataLa Fenice, il Cuore e il Bocciolo. Non da un tavolo, non da un foglio bianco, ma da tre disegni sulla pelle che, un mattino qualunque, hanno iniziato a parlarmi.

In fondo, le canzoni non arrivano sempre quando le cerchi. A volte sono loro che trovano te.

Forse i tatuaggi non servono a ricordarci chi abbiamo amato. Forse servono a ricordarci chi siamo diventati grazie a quelle persone.

Luca Sartori

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